Un trust autodichiarato (o “self-declared trust”) è un tipo di trust in cui il disponente (settlor) e il trustee coincidono, cioè la stessa persona costituisce il trust e si nomina anche amministratore dello stesso. Questo tipo di struttura è ammessa nel diritto anglosassone e può trovare applicazione anche in Italia, soprattutto nei casi in cui si voglia separare formalmente un patrimonio per finalità specifiche (es. protezione, successione, filantropia). Tuttavia, in Italia, presenta diverse criticità legali e fiscali, che analizziamo di seguito.
⚖️ Problematiche legali
1. Riconoscimento e validità del trust autodichiarato
- In Italia, il trust è riconosciuto in base alla Convenzione dell’Aja del 1985, ratificata con legge n. 364/1989.
- La validità del trust autodichiarato non è espressamente vietata, ma può essere contestata in sede giudiziaria, soprattutto nei casi in cui il trust risulti simulato o strumentale.
- Giurisprudenza contrastante: alcuni giudici accettano il trust autodichiarato, altri lo vedono con sospetto, soprattutto se manca un’effettiva separazione patrimoniale o un genuino interesse del beneficiario.
2. Separazione patrimoniale
- Uno dei pilastri del trust è la segregazione dei beni: essi non devono far parte del patrimonio del trustee.
- Se il trustee e il disponente coincidono, la segregazione potrebbe risultare fittizia, soprattutto se:
- I beni non vengono effettivamente separati (es. tenuti su conti personali).
- L’attività di gestione non è tracciata o documentata.
- Rischio: il trust potrebbe essere considerato inesistente o revocabile in caso di azioni da parte di creditori, coniugi, o eredi.
3. Abuso del diritto / frode
- Il trust autodichiarato potrebbe essere usato per eludere:
- Obblighi verso i creditori (es. in caso di fallimento).
- Diritti successori (es. lesione della legittima).
- Tasse o imposte patrimoniali.
- Le autorità e i giudici possono considerarlo illecito se manca una causa concreta e lecita, o se è stato istituito con finalità abusive.
SCEGLI L’ORARIO MIGLIORE TI CHIAMIAMO NOI GRATUITAMENTE
💰 Problematiche fiscali
1. Tassazione indiretta: imposta di donazione e registro
- La Cassazione (es. sentenza 975/2018) ha chiarito che l’imposta sulle successioni e donazioni si applica al momento dell’attribuzione finale ai beneficiari, e non alla costituzione del trust (specialmente autodichiarato).
- Tuttavia, in sede di registrazione dell’atto, l’Agenzia delle Entrate può comunque richiedere:
- Imposta di registro in misura fissa (o talvolta proporzionale se vi è trasferimento di beni).
- Imposte ipocatastali se il trust comprende immobili.
- Spesso ci sono verifiche soggettive, caso per caso.
2. Tassazione diretta: redditi del trust
- Se il trust è considerato “opaco”, è esso stesso a essere tassato sui redditi.
- Se è “trasparente”, i redditi sono imputati direttamente ai beneficiari.
- Problema del trust autodichiarato: potrebbe essere considerato fiscalmente trasparente, perché il disponente è anche trustee, e a volte anche beneficiario.
- Rischio: doppia imposizione o contestazioni sulla residenza fiscale del trust.
3. Trust estero autodichiarato (ulteriore complicazione)
- Se il trust è istituito all’estero ma il disponente/trustee risiede in Italia, l’Agenzia delle Entrate potrebbe:
- Qualificarlo come “esterovestito” (fittiziamente estero).
- Richiedere il monitoraggio fiscale (quadro RW) per gli asset detenuti fuori Italia.
- Contestare l’evasione d’imposta se non vengono dichiarati redditi o patrimoni.
🔍 Cosa bisogna attenzionare
✅ 1. Redigere un atto di trust ben strutturato
- Specificare chiaramente:
- Finalità del trust.
- Durata.
- Beneficiari (anche se futuri o eventuali).
- Modalità di gestione dei beni.
- Inserire meccanismi di controllo e trasparenza.
✅ 2. Effettiva segregazione dei beni
- Aprire conti separati intestati al trust.
- Tenere scritture contabili dedicate.
- Non usare beni del trust per scopi personali.
✅ 3. Documentazione fiscale puntuale
- Dichiarare redditi e patrimonio del trust.
- Compilare correttamente quadro RW se necessario.
- Valutare con un commercialista il regime (opaco/trasparente).
✅ 4. Evitare finalità elusive o simulate
- Non usare il trust per eludere creditori, fisco o eredi.
- Dimostrare che il trust ha una causa concreta (es. tutela figli disabili, filantropia, passaggio generazionale).
📝 Conclusione
Il trust autodichiarato può essere uno strumento legittimo, ma va gestito con estrema attenzione, sia dal punto di vista formale che sostanziale. È essenziale coinvolgere un legale esperto in diritto dei trust e un fiscalista, per evitare di incorrere in nullità, contestazioni o sanzioni.
💰 Bonus
Vuoi una simulazione di una struttura di trust autodichiarato ben fatta, e analizzare un caso concreto?
Rendi subito i tuoi beni mobili e immobili
IMPIGNORABILI, INSEQUESTRABILI, INATTACCABILI
Ottieni rapidamente la tua consulenza Gratis (o quasi).
L’importo ti verrà defalcato dalla costituzione dell’atto, ovvero quello che paghi adesso ti verrà interamente restituito dopo la consulenza durante l’acquisto di qualunque nostro servizio.
- Compila il vademecum
- Organizza i tuoi documenti insieme al tuo tutor
- Accedi all’agenda degli esperti e decidi l’orario e la data migliori per te
- Ottieni una consulenza, con gli esperti legali di diritto internazionale (da remoto o di persona) per ottenere un strategia impeccabile su misura, in base alle tue esigenze, per la tua tutela patrimoniale e per proteggere i tuoi cari.
TOT. 470€
a soli 297€*
*L’intero importo ti verrà restituito dopo la consulenza durante l’acquisto di qualunque nostro servizio..



Lascia un commento