Cosa ci dicono le ultime sentenze e cosa devi controllare oggi
Il mese di settembre 2025 conferma una tendenza ormai chiara: il trust è uno strumento legittimo, ma sempre più scrutinato nel dettaglio dai giudici.
Non viene bocciato “in quanto tale”, ma viene analizzato per come è stato costruito, quando è stato istituito e come viene gestito.
Vediamo cosa emerge dalle decisioni più recenti e, soprattutto, cosa devi attenzionare se stai pensando di istituire un trust o se ne hai già uno attivo.
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1. Trust e azione revocatoria: non annulla l’atto, ma lo rende inutile verso il creditore
Tribunale di Paola, n. 790 – 30 settembre 2025
Il Tribunale ribadisce un concetto fondamentale:
l’azione revocatoria non fa “tornare indietro” i beni nel patrimonio del debitore.
L’atto (compreso il trust) resta valido, ma diventa inefficace solo verso il creditore che ha agito.
👉 Attenzione:
anche il trust può essere oggetto di revocatoria se il disponente, con quell’atto, si è spogliato dell’intero patrimonio a danno dei creditori.
Cosa significa per te
- Il trust non è uno scudo assoluto
- Se lo usi quando hai già problemi debitori, il rischio revocatoria è concreto
- Non basta dire “ho fatto un trust”: conta il momento e l’effetto reale sui creditori
2. Vincoli di destinazione e beneficiari: i beneficiari possono essere chiamati in giudizio
Corte d’Appello di Napoli, n. 4485 – 25 settembre 2025
Qui i giudici chiariscono un punto spesso sottovalutato:
se crei un vincolo di destinazione (o una struttura simile al trust) e i beni restano intestati a te, i beneficiari possono essere coinvolti direttamente nell’azione revocatoria.
In questo caso:
- il vincolo era stato creato dopo la nascita del debito
- lo scopo era il mantenimento di un figlio minore
- il vincolo è stato qualificato come oneroso
- basta la consapevolezza del pregiudizio ai creditori
Cosa significa per te
- Anche finalità “nobili” (figli, famiglia) non mettono al riparo
- I beneficiari non sono invisibili ai creditori
- La tempistica resta decisiva
3. Trust e partecipazioni societarie: attenzione a cosa entra davvero nel trust
Tribunale di Salerno, decreto – 24 settembre 2025
Il Tribunale chiarisce un equivoco frequente:
se conferisci in trust il 99% delle quote di una società, non entrano automaticamente nel trust i beni della società.
I patrimoni restano separati:
- patrimonio del trust
- patrimonio della società
In più, per rendere il trust opponibile ai creditori (anche in caso di fallimento):
- immobili → trascrizione
- beni mobili → data certa
In assenza di questi requisiti, il trust non regge.
Cosa significa per te
- Il trust sulle quote non protegge automaticamente gli asset societari
- La forma pubblicitaria è decisiva
- Se il disponente fallisce, il trust deve essere perfettamente formalizzato
4. Trust e fisco: quando il trust si estingue, il trustee non risponde più
Corte di Giustizia Tributaria di II grado Veneto, n. 663 – 22 settembre 2025
In materia IVA, i giudici stabiliscono che:
- con l’estinzione del trust
- viene meno la soggettività tributaria
- il trustee non può più ricevere atti impositivi
Cosa significa per te
- La fase di chiusura del trust va gestita con attenzione
- Devi coordinare bene atto di estinzione e adempimenti fiscali
- Il trustee non è responsabile “a vita”

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5. Trust e legittimari: non vale l’opposizione alla donazione
Tribunale di Roma, n. 12325 – 9 settembre 2025
Il Tribunale chiarisce che:
- l’istituzione del trust è una donazione indiretta
- i figli del disponente non possono usare l’opposizione stragiudiziale alla donazione (art. 563 c.c.)
Cosa significa per te
- Il trust non è bloccabile con strumenti automatici
- Ma resta sempre possibile l’azione di riduzione, se ne ricorrono i presupposti
- Serve una pianificazione successoria seria, non improvvisata
6. Trust usato in catene simulate: il giudice interviene subito
Tribunale di Bari, ordinanza – 8 settembre 2025
Qui il trust è inserito in una sequenza sospetta:
vendita simulata → conferimento in trust → tentativo di vendita.
Il Tribunale dispone il sequestro giudiziario, perché:
- la proprietà è controversa
- c’è rischio concreto di alienazione
Cosa significa per te
- Il trust non può “ripulire” operazioni viziate a monte
- Se a monte c’è una simulazione, il trust non salva l’operazione
- I giudici guardano la storia del bene, non solo l’atto finale
7. Vincoli di destinazione e concordato: efficaci, ma revocabili
Corte d’Appello di Lecce, n. 650 – 1 settembre 2025
Il vincolo di destinazione creato per sostenere una proposta di concordato:
- può bloccare l’azione esecutiva
- ma proprio per questo può essere colpito da revocatoria
Cosa significa per te
- Se un atto sottrae beni ai creditori, entra nel radar del giudice
- Efficacia ≠ intangibilità
In sintesi: cosa devi fare oggi
Se vuoi istituire un trust
- ✔️ Valuta quando lo fai (prima o dopo i debiti)
- ✔️ Chiarisci scopo reale e coerente
- ✔️ Cura trascrizioni e date certe
- ✔️ Evita trust “totalizzanti” senza patrimonio residuo
Se hai già un trust
- 🔎 Controlla:
- scopo attuale vs scopo dichiarato
- posizione dei creditori al momento dell’istituzione
- correttezza formale degli atti
- 🔎 Verifica se i beneficiari sono esposti a rischi indiretti
Con i tuoi professionisti
- 👥 Avvocato: revocatoria, legittimari, contenzioso
- 👥 Notaio: trascrizioni, struttura dell’atto
- 👥 Commercialista: fisco, IVA, estinzione trust
- 👥 Trustee advisor: gestione coerente nel tempo
Il messaggio dei tribunali è chiaro:
👉 il trust funziona, ma solo se è progettato bene, nel momento giusto e gestito con coerenza.
Non è uno strumento “furbo”, è uno strumento tecnico.
E come tutti gli strumenti tecnici, va maneggiato con competenza.
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